ARCHIV

Louis Van Delft: Frammento e anatomia. Rivoluzione scientifica e creazione letteraria

La versione italiana dello studio di Van Delft è il quinto volume nella collana “Scorciatoie”, di cui segnalammo qui gli esordi con la nuova edizione della Maxime di Corrado Rosso e la miscellanea internazionale dedicata da Giulia Cantarutti alla Scrittura afortistica (Archiv: 2003/2, pp. 445–451) Nel frattempo sono apparsi tra le “Scorciatoie” anche i Pensieri morali di Niccolò Tommaseo, a cura di un esperto di aforistica italiana come Gino Ruozzi, e lo studio di Maria Teresa Biason sulle Retoriche della brevità. Tutta una collana dedicata alla retorica del frammento e della brevità? Apparentemente sì, e l’utilità di una serie così pensata e pensosa appare evidente, sol che si voglia mettere in discussione la fallace rivendicazione del frammentismo esercitata dal Novecento e dalla contemporaneità (nelle sue triviali etichette di modernismo o postmodernismo).

I volumi finora apparsi, e con rinnovato rigore quest’ultimo di Van Delft, spingono lo sguardo indietro, esaminano il passato per cogliere i segni di una permanenza, una tradizione retorica che assume caratteri costanti dall’antico al moderno. Si tratta del genere aforistico, o più in generale delle forme brevi, che segnano la topica di alcuni oggetti letterari – soprattutto quelli viciniori alle scienze ed alla morale – nella tradizione occidentale.

Seiten 148 - 150

Zitierfähig mit Smartlink: http://www.Archivdigital.info/ARCHIV.01.2007.148