Corrado Rosso: La Maxime. Saggi per una tipologia critica (1968), nuova edizione con introduzione di Werner Helmich.
Acuta docent, arguta fallunt soleva ripetere Giambattista Vico ai propri allievi, come registrano le sue Institutiones oratoriae. Sulla differenza fra una legittima acutezza, così come la teorizzarono i maestri Gracián e Peregrini, ed una maliziosa arguzia si giuoca la sopravvivenza del genere aforistico, al di là della sua età classica (il Seicento e Settecento francesi). E se Voltaire e Rousseau manifestarono il proprio impaziente sdegno per i preziosismi del duca de La Rochefoucauld, anche Sainte-Beuve ebbe a dire degli aforismi ce sont des pierres fines gravées quon enchâsse ensuite dans le discours (p. 38). Questo lo status quaestionis tratteggiato da Corrado Rosso nel primo capitolo, I nemici della maxime, del suo volume del 1968, che oggi viene ristampato nella nuova collana Scorciatoie del Mulino.
Seiten 445 - 448
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